Welcome to Health Science


Vai ai contenuti

Craniosacrale

Osteopatia

Introduzione alla Osteopatia Craniosacrale


William G. Sutherland, quando agli inizi del XX secolo era ancora uno studente della Scuola Americana di Osteopatia di Kirksville, nel Missouri, fu colpito dalla disposizione anatomica delle ossa del cranio umano. Era sua opinione che la loro disposizione permettesse un movimento, anche se gli era stato insegnato l'opposto, e in altre parole che in un essere umano adulto le ossa craniali si saldano insieme provocando una calcificazione impedendo un movimento. L'insegnamento del tempo, ed in parte ancora adesso sostenuto, era che il cranio dovesse svolgere una funzione protettiva ed ematopoietica.
Sutherland era profondamente convinto che tutte le strutture presenti nel corpo umano hanno uno scopo ben preciso, quindi cominciò a pensare che le ossa craniche dovessero muoversi le une rispetto alle altre. Iniziò allora una profonda ricerca del movimento delle ossa del cranio: prima eseguì esperimenti su se stesso, poi iniziò a provare su altri soggetti, palpando i loro crani. In breve tempo fu in grado di avvertire dei minuscoli movimenti ritmici del cranio di esseri umani di età differenti. Un primo reperto da lui rilevato fu il movimento sacrale in sincronia con quello cranico.
Con queste poche parole ci siamo introdotti nella considerazione della Osteopatia Craniosacrale. Il sistema nervoso è composto dalle membrane e dal liquido cerebrospinale che circondano e proteggono il cervello e la colonna vertebrale; si estende dalle ossa del cranio, della faccia e della bocca, formando quindi il cranio, fino al sacro.
In questa situazione si parla di "ritmo cranio sacrale"; in pratica un movimento ritmico indipendente dalla respirazione polmonare, dal ritmo cardiocircolatorio e da quello linfatico. Questo ritmo ci accompagna fino a che abbiamo vita; inoltre ha una sua frequenza: l'uomo normale ha una frequenza che va dai 6 ai 12 cicli il minuto. In presenza di particolari patologie o condizioni, si sono osservati ritmi craniosacrali con frequenza inferiore a 6 (fase depressiva con indicazione di patologia cronica o fin di vita) o superiore a 12 (come un forte stato infiammatorio). Il coma provocato da anossia e lesioni intracraniche che interessano il cervello determinano di solito una diminuzione della frequenza del ritmo cranico fino a 3 o 4 cicli il minuto; invece in alcuni casi di coma dovuto a sovradosaggio di farmaci, la frequenza è superiore a 12; questi ritmi sono stati percepiti con la palpazione della testa del paziente. È stato osservato che i bambini ipercinetici presentano ritmi craniosacrali di frequenza superiore alla norma; i pazienti in punto di morte o il cui cervello è stato danneggiato presentano spesso ritmi di frequenza inferiore alla norma e man mano che le condizioni cliniche migliorano, il ritmo craniosacrale si avvicina a valori di frequenza normali.
L'osteopatia craniosacrale è praticata con ottimi risultati per risolvere molti problemi di salute fra cui cefalee, emicranie, dolori cervicali, dorsali e lombari, disfunzioni dell'articolazione temporomandibolare, stanchezza cronica, difficoltà del coordinamento motorio, malattie infantili, malattie articolari tipiche dell'anziano e molte altre.


Per ordinare i tuoi libri preferiti fai clic qui

Home Page | Omeopatia | Osteopatia | Neuroscienze | Pubblicazioni | Ricerca | Link | News dal mondo | ER - Health Research | Didattica | Curriculum | Mappa del sito


(C) Copyright dr.Ezio Rittà 2008 - Last modified: May 2010 | ezirit@libero.it

Torna ai contenuti | Torna al menu